venerdì 19 ottobre 2012

VINCENZO DI MICHELE


Vincenzo Di Michele 
"Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso"

un revisionismo storico
sulla prigionia del duce nel settembre 1943
con nuovi elementi e documenti

con l'autore interrverranno
Giorgio Vitali
Giorgio Prinzi
Guglielmo Quagliarotti
Gian Paolo Pucciarelli
Giuseppe Turrisi
Giovanni Luigi Manco 
(in collegamento via skype da Trieste)

Fiano Romano (Roma)
giovedì 8 novembre 2012
ore 18.15

diretta streaming
    (per chi vuole partecipare all'evento tel. 338.3275925)


Vincenzo Di Michele - Giovanna Canzano


 

Liberazione o cattura di Mussolini?

di Giovanni Luigi Manco
Mussolini finto Prigioniero al Gran Sasso, pubblicato dalle edizioni Curiosando, è un bel libro, scritto da Vincenzo Di Michele e presentato a Roma, la scorsa settimana, dalla dressa Giovanna Canzano. Grazie a dichiarazioni inedite di diversi testimoni oculari, a Campo Imperatore nel settembre del 1943, Di Michele fa luce su aspetti poco chiari della vicenda, come per esempio la presenza di tre soggetti, invitati dal tenente Alberto Faiola, Comandante del nucleo Carabinieri, addetto alla sorveglianza di Mussolini.
Uno di questi, Alfonso Nisi, armentiere di Bracciano, fu successivamente denunciato dal tenente Faiola, per le sue dichiarazioni sulla completa possibilità del Duce di fare “da prigioniero” quanto gli pareva e piaceva: vedere gente, ricevere e inoltrare lettere clandestine. La sorveglianza era del tutto inefficace.
Un posto del tutto insicuro eppure mantenuto benché, a soli 30 minuti di marcia, il rifugio Duca Degli Abruzzi, utilizzato dall’Aereonautica Militare.
Gli addetti alla sorveglianza erano circa 80 tra Poliziotti e Carabinieri. Comandavano le operazioni, l’Ispettore di Polizia Giuseppe Gueli ed il Tenente dei Carabinieri Alberto Faiola. Il maresciallo dei Carabinieri Osvaldo Antichi, nativo di Modena, presiedeva all’incarico della stretta sorveglianza: nessuno oppose resistenza all’esercito tedesco atterrato a Campo Imperatore con gli alianti.
Eppure, il tenente Alberto Faiola, Comandante dei Carabinieri al Gran Sasso, fu encomiato per la sua piena aderenza alle disposizioni impartite. Non si deve però sottacere la questione inerente la turbolenza di quei giorni. Infatti, il periodo tra la seduta del Gran Consiglio e la liberazione di Mussolini a Campo Imperatore, è stato alquanto movimentato; la sfiducia al duce, il suo arresto, il trasferimento all’ isola di Ponza e poi all’ Isola della Maddalena e al Gran Sasso, la proclamazione dell’ armistizio ed infine il colpo di mano dei tedeschi che costringe Mussolini a creare la Repubblica Sociale Italiana. Sulla posizione del Governo Badoglio e del Re riguardo le loro ambiguità è un dato storico pressoché consolidato.
Se in quel, liberate il Duce, fortemente ribadito dal Fuhrer, la propaganda tedesca aveva innalzato l’operazione Eiche, quale estremo tentativo nel cercare di risollevare le sorti di un conflitto bellico peraltro già segnato, nei fatti, occorre necessariamente ribadire a gran voce la totale assenza di reazione dell’esercito italiano. All’incursione partecipa, suo malgrado, un Generale del Corpo di polizia, Fernando Soleti, cond coattivamente a Campo Imperatore. Un espediente per condizionare il comportamento degli agenti di guardia o forse, più p0robabilmente, per gettare fumo negli occhi.
Le considerazioni sono inevitabili: Mussolini è sul Gran Sasso in prigionia o per essere consegnato ai tedeschi in cambio della sicurezza ai Savoia nel loro trasferimento a Pescara e, via mare, a Brindisi?
Per Mussolini non sarebbe stato né il primo né l’ultimo inganno. Tutta l’alleanza italo-tedesca ne è costellata.
Alleanza stipulata solo in seguito ad una studiata minaccia: prima le sanzioni commerciali internazionali, deliberate dalla Società delle Nazioni in seguito alla campagna etiopica e adottate perfino dagli Stati Uniti, che dell’organismo internazionale non fanno parte, quindi la dichiarazione di Hitler sulla disponibilità della Germania a rientrare nella Società delle Nazioni, eventualità, questa, che avrebbe significato per l’Italia il più assoluto isolamento internazionale, la sua completa rovina economica, per cui perfino Ciano, da sempre antitedesco, consiglia Mussolini all’alleanza.
Hitler piega l’Italia con una minaccia e tradisce l’Italia dall’inizio alla fine del sodalizio.
La seconda guerra mondiale inizia a nostra insaputa e continua, in tutte le operazioni belliche, a nostra insaputa. Nessun peso all’assoluta contrarietà di Mussolini all’allargamento del conflitto, alla guerra contro Unione Sovietica. Probabilmente proprio per questo in Germania prima si decideva, si agiva e solo in seguito si informava il governo italiano.
Quando il Gran Consiglio delibera la destituzione di Mussolini lo fa nel suo pieno diritto, quale supremo organo del partito fascista. Vittorio Emanuele III più che imprigionare, confina, si potrebbe dire, Mussolini, prima a Gaeta, poi a Ponza, alla Maddalena, a Bracciano, infine al Gran Sasso; egli stesso, del resto, si “confina” a Brindisi.
Né per il Re né per il capo del Governo erano possibili altre alternative.
Per i tedeschi è un gioco da ragazzi, il 12 settembre 1943, quattro giorni dopo il passaggio ufficiale dell’Italia dalle forze dell’Asse a quelle Alleate, atterrare sul Gran Sasso e “catturare” Mussolini.
Catturare, non liberare Mussolini. De Felice, nella sua documentata ed insuperata biografia del fascismo, documenta e illustra questo aspetto molto chiaramente.
Hitler ha bisogno di Mussolini per legittimare e proteggere le truppe tedesche nel nord Italia, per legittimare l’occupazione, o per essere più precisi, la rapina dell’Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia.
La Repubblica Sociale… Un’effimera repubblica che mai Mussolini avrebbe riconosciuto, mai avrebbe accettato di presiedere, MAI, se non per proteggerci da un inevitabile sentimento di vendetta.
Mussolini, assecondando la volontà tedesca, sceglie consapevolmente la strada del martirio e la continua fino all’orrore di piazzale Loreto.

Articolo letto: 214 volte (13 Novembre 2012)

Vincenzo Di Michele

Guglielmo Quagliarotti - Vincenzo Di Michele

Giorgio Prinzi - Giorgio Vitali - Guglielmo Quagliarotti

Giorgio Prinzi

Giorgio Vitali

Nel 68° anniversario della liberazione di Mussolini al Gran Sasso, Vincenzo Di Michele, presenta la sua ultima novità editoriale con il libro:

 ” Mussolini finto Prigioniero al Gran Sasso”

Nel 68° anniversario della liberazione di Mussolini al Gran Sasso, Vincenzo Di Michele presenta la sua ultima novità editoriale con il libro Mussolini finto Prigioniero al Gran Sasso, editore Curiosando, ISBN – 978- 88-904990-4-3, fotografie e documenti dell’epoca, bibliografia storica e Indice entrambi presenti nella parte sottostante, 224 pagine, formato 17 x 24, Euro 12,00.
Nell’ambito di tale rivisitazione storica, l’autore, rivela verità sconosciute. Grazie alle testimonianze inedite dei pastori abruzzesi e di chi era presente nel settembre 1943 a Campo Imperatore, sono stati accertati e riscontrati avvenimenti storici sinora sconosciuti. Addirittura, è stata menzionata la presenza di tre personaggi nell’albergo di Campo Imperatore invitati proprio dal tenente Alberto Faiola, Comandante del nucleo Carabinieri addetto alla sorveglianza di Mussolini al Gran Sasso. Uno di questi personaggi, Alfonso Nisi, rilasciò persino un’intervista dove dichiarò la sua presenza in quei giorni proprio nell’albergo di Campo Imperatore. Tale notizia – restando peraltro inosservata – fu così riportata ai primi degli anni 60, dalla rivista Storia Illustrata: Che tutto il servizio di sicurezza e di sorveglianza intorno a Mussolini funzionasse bene e severamente – lassù a 2130 metri d’altezza- non si può certo dire. Quelle giornate tra il 28 Agosto e il 12 Settembre hanno avuto anche alcuni strascichi giudiziari per cause intentate dal Tenente Faiola contro Alfonso Nisi, un grosso armentiere di Bracciano ed ex amico dell’Ufficiale, il quale ebbe a dichiarare che Mussolini a Campo Imperatore: poteva fare quel che gli pareva e piaceva, vedere gente, ricevere e inoltrare lettere clandestine, e che, insomma, la sorveglianza non era né stretta né efficace. Sta di Fatto che il Nisi, tanto per dirne una, si trovò presente al momento della liberazione di Mussolini, e che la sua presenza lassù era certamente indebita .
Ed inoltre, non si può non menzionare della concreta possibilità di intraprendere la via di fuga verso il versante teramano portando così il Duce in luoghi più sicuri. Ad esempio, a soli 30 minuti di marcia, c’era il rifugio Duca Degli Abruzzi tra l’altro proprio in uso all’Aereonautica Militare o anche il Rifugio Garibaldi.
Gli addetti alla sorveglianza erano circa 80 tra Poliziotti e Carabinieri.
Comandavano le operazioni, l’Ispettore di Polizia Giuseppe Gueli ed il Tenente dei Carabinieri Alberto Faiola.
L’appartamento destinato a Mussolini era il numero 201, al secondo piano, composto da: camera, salottino e bagno con finestre che aprivano sul davanti dell’albergo e un ambiente separato e contiguo, destinato ai custodi personali. Il maresciallo dei Carabinieri Osvaldo Antichi, nativo di Modena, presiedeva all’incarico della stretta sorveglianza. In realtà, il 12 settembre 1943, giorno in cui ci fu la liberazione di Mussolini al Gran Sasso gli agenti di custodia non opposero alcuna resistenza all’esercito tedesco atterrato a Campo Imperatore con gli alianti per liberare il Duce.
Eppure, il tenente Alberto Faiola, Comandante dei Carabinieri al Gran Sasso, fu encomiato per la sua piena aderenza alle disposizioni impartite. Non si deve però sottacere la questione inerente la turbolenza di quei giorni. Infatti, il periodo tra la seduta del Gran Consiglio e la liberazione di Mussolini a Campo Imperatore, è stato alquanto movimentato; la sfiducia al duce, il suo arresto, il trasferimento all’ isola di Ponza e poi all’ Isola della Maddalena e al Gran Sasso, la proclamazione dell’ armistizio ed infine l’abile colpo di mano dei tedeschi che liberano il duce e lo portano in Germania, dove Hitler lo costringe a creare la Repubblica Sociale Italiana.
Sulla posizione del Governo Badoglio e del Re riguardo le loro ambiguità è un dato storico pressoché consolidato.
Da parte tedesca i personaggi chiave per lo svolgimento delle vicende in questione, furono: il Generale della Luftwaffe Kurt Student (fondatore del corpo dei paracadutisti tedeschi), il Maggiore Mors, il Capitano Skorzeny e l’attendente di questi, il tenente Karl Radl.
Se in quel, liberate il Duce, fortemente ribadito dal Fuhrer, la propaganda tedesca aveva innalzato l’operazione Eiche, quale estremo tentativo nel cercare di risollevare le sorti di un conflitto bellico peraltro già segnato, nei fatti, occorre necessariamente ribadire a gran voce la totale assenza di reazione dell’esercito italiano.
Si deve anche menzionare della presenza all’incursione di un Generale italiano appartenente al Corpo della polizia. Si chiamava Fernando Soleti; era stato prelevato a Roma di forza dai Tedeschi e portato con gli alianti a Campo Imperatore.
Indubbiamente, tale espediente, contribuì a superare quegli attimi di incertezza che dominarono e caratterizzarono il comportamento degli agenti di guardia. Sul punto però, viene dato spazio ad una analisi di Alvise Valsecchi, il quale attentamente e in maniera documentata, ha analizzato l’effettivo dimensionamento storico dell’intervento delle forze germaniche nel periodo in cui, Mussolini era prigioniero al Gran Sasso. Di tutto questo, Vincenzo Di Michele peraltro già autore del Libro Io prigioniero in Russia, dove ha narrato la storia di un alpino nella II guerra mondiale sul fronte Russo – con oltre 50.000 copie vendute e conseguendo numerosi premi per la preziosa testimonianza storica – ha tracciato in maniera chiara, l’ effettivo svolgimento dei fatti in quei giorni non esimendosi dall’analisi di confronto con gli altri saggi storici .
Viene qui di seguito riportato l’indice e la Bibliografia del libro in oggetto Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso

INDICE
Prefazione
Mussolini al Gran Sasso: Nuovi elementi a sostegno della chiarezza storica
Gli spostamenti del Duce dopo il 25 Luglio 1943
Alcune considerazioni storiche su quel settembre 1943
La parabola discendente dell’impresa epica di Skorzeny
Il sospetto di un accordo per la consegna di Mussolini ai Tedeschi
La prigionia dell’ex Capo di Governo tra negligenze e informatori
I sostenitori di Mussolini
L’ assenza di reazione degli Agenti del Corpo di guardia
Campo Imperatore: Una fortezza inespugnabile
Il Tenente dei Carabinieri “Alberto Faiola”
La presenza dei miei parenti quando Mussolini era prigioniero sul Gran Sasso
Il Periodo Mussoliniano e le amicizie della famiglia Nisi
L’invito a Campo Imperatore del Tenente Faiola
L’interpretazione dei resoconti storici sulla presenza di Alfonso Nisi
Domenica, 12 settembre 1943: Il giorno della rimpatriata tra amici
Alfonso Nisi all’albergo di Campo Imperatore
La partita a carte con il Duce
Il tentato suicidio e la profezia dell’intervento dei Tedeschi
La liberazione e il ritorno a Fano Adriano
La voce del popolo sulla presenza di Mussolini al Gran Sasso
12 settembre 1943: Il racconto di un pastorello abruzzese
Gli alianti e i residui bellici
Dal fronte russo alle pendici del Gran Sasso: il ritorno a casa di un giovane abruzzese
Campo Imperatore : Una riflessione storica sull’intervento delle truppe germaniche
Cronologia dei fatti dal 25 Luglio al 12 settembre 1943

Intervista di Vincenzo Di Michele a Nelio Pannuti: l’agente di P.S. addetto alla vigilanza del Duce nel settembre del 1943, ha precisato fondamentali elementi sulla liberazione di Mussolini al Gran Sasso





lunedì 27 agosto 2012

ANNA LAMBERTI-BOCCONI

ANNA LAMBERTI-BOCCONI
  Fiano Romano (Roma)
4 ottobre 2012 ore 19.30
CANTO DI UNA RAGAZZA FASCISTA DEI MIEI TEMPI. IL MONOLOGO.

con Marina Simeone



                                                 EVENTO DA SEGUIRE VIA WEB
                                      http://www.certissimo.it/live_streaming/in_tempo_reale.php
(per chi vuole partecipare all'evento tel. 338.3275925)



Marina Simeone - Anna Lamberti-Bocconi


Anna Lamberti-Bocconi

     
Marina Simeone







Anna Lamberti-Bocconi, poetessa, scrittrice e saggista, è nata nel 1961 a Milano, ove risiede.
Laureata in Filosofia all'Università Statale di Milano, dopo avere svolto attività di traduttrice, redattrice editoriale e tutor per studenti universitari, da cinque anni conduce Laboratori di Scrittura Poetica e di Scrittura Autobiografica.
Ha pubblicato: in poesia Sale Rosso (1992, Stampa Alternativa), Crasi (1994, Pulcinoelefante), Una poesia (1999, Pulcinoelefante), Il vino di quella cosa (1995, ristampa 2004, Campanotto), Devi chiamarmi sempre (2005, Campanotto), La mia gatta (2009, Gattili), Canto di una ragazza fascista dei miei tempi (2010, Transeuropa); in prosa Sola sul cammino (1999, Xenia), La forza della preghiera (2000, Sperling e Kupfer), Sono stato quel ragazzo (2005, Società Editrice Barbarossa), Rumeni (2009, Stampa Alternativa). Suoi lavori sono presenti in diverse antologie.
Come autrice di testi di canzoni ha collaborato con Ivano Fossati (in Discanto), Fiorella Mannoia (in Gente comune), Ornella Vanoni (in Argilla), GianCarlo Onorato (in Io sono l’angelo, Falene, e Sangue bianco).
Canto di una ragazza fascista dei miei tempi, Transeuropa  2010
Scrive Nadia Agustoni, nella sua recensione apparsa su “La Poesia e lo Spirito”: “Un canto che non consente vie di fuga questo che Anna Lamberti-Bocconi ci consegna. Un corale intenso e per alcuni aspetti vicino all’ultimo Pasolini, a cui non sarebbero indifferenti questi “cuori neri”, voci senza storia di una gioventù straniata”.
Canto di una ragazza fascista dei miei tempi è un poemetto in cinque canti che narra la storia  appassionata di una rivolta violenta e perdente, ambientata negli anni di piombo. Una giovane terrorista nera che ha avuto una morte tragica racconta la sua storia a un personaggio vivente, la "poetessa", che a sua volta restituisce a questa "sorella devastata dei suoi tempi" il racconto di quanto accade oggi a Milano nel cuore e nelle azioni di una gioventù irriducibile.
La grande musicalità e la perfetta versificazione dell'opera ben si prestano alla trasposizione per voce, dove l'andamento drammatico e incalzante del testo è potenziato dalla resa performativa dell'autrice, interprete dalla dicitura "grezza", ideale per rappresentare le parabole di una gioventù bruciata per nulla comoda. Ne risulta un monologo che fa scalpore, disorienta, brucia, tiene inchiodati alla sedia per tre quarti d'ora di pura emozione: 810 endecasillabi per raccontare storie di rabbia e rivolta, di poesia dolente come un'epica rock.  Un'epica contemporanea che fa paura a tutti, uno specchio duro e romantico dove parlare a crudo con la propria ombra.
“Cos'ho voluto fare, quali voci ho inteso restituire dai margini sanguinosi del mondo all'udito di un mondo ormai quasi del tutto alle corde? L'idea è stata quella di individualizzare la Storia facendola passare attraverso il nocciolo dell'esistenza, vale a dire quel pezzo d'anima stretta a pugno nel quale si legano insieme la consapevolezza (o inconsapevolezza) di sé, la vitalità, un'idea di valore, la solitudine, l'amore, la morte. E per far questo ho scelto figure della rivolta più scomoda, meno piacevole da ripercorrere con la memoria o con la fantasia per la maggior parte dei benpensanti: la rivolta giovane, ribelle, violenta e a modo suo romanticamente disperata del neofascismo. Dagli anni  Settanta (i “miei tempi” del titolo) fino a oggi. Ho voluto sottrarre i  personaggi da schematismi e generalizzazioni di stampo storicistico e generazionale, restituendoli invece alla dimensione individuale, l'unica alla quale è dato di ospitare un faccia a faccia autentico con l'esistenza e con la sua valorizzazione. Per ritornare infine a un concetto più alto di Storia, passato veramente attraverso le fiamme, anche se poi le singole storie sono state “perdenti”, anzi, forse soprattutto per questo. Senza sconti e senza consolazioni per nessuno.” (www.lambertibocconi.blogspot.it)



Marina Simeone, giovane, combattiva, preparata e di “buon sangue” dato che è figlia del Militante Generoso Simeone, splendido esempio di fedeltà all’idea ed  alla lotta al Materialismo, alla Plutocrazia e al Mondialismo. Questa è Marina Simeone  che nasce a Benevento nel 1981, laureata in Lettere Classiche, indirizzo Archeologia. E’ giornalista ed è Fondatrice e Presidente dell’Associazione Generoso Simeone (http://www.associazionesimeone.it/): Il Suo agire politico e culturale  è ricchissimo di date e circostanze che costellano la propria attività di coraggiosa militanza. Iscritta al Fronte Sociale Nazionale di Adriano Tilgher, partecipa al Laboratorio Politico “FORZA UOMO” di Paolo Signorelli. Scrive sul quotidiano “Rinascita”, organizza numerose conferenze ed è produttrice dello spettacolo teatrale “AL CHIAR DI LUNA”. Presenta il libro di Mario Michele Merlino “ATMOSFERE IN NERO”. Partecipa a diversi convegni, tra cui quello  intitolato “LA RIVOLUZIONE IMPOSSIBILE” con Tarchi e Solinas. Recentemente, riscuotendo un grosso successo, ha presentato il libro “QUESTE LE PAROLE DI ZARATHUSTRA” di Friederich Nietzsche, delle Edizioni di AR, assieme ad Anna K. Valerio e Francesco Ingravalle ed alla prestigiosa presenza dell’Editore, Franco Freda. Mentre il sindaco di Roma, Gianni Alemanno nega la sala per la presentazione del libro, l’”Associazione G.Simeone” concede la propria sede! Una durissima lezione di stile…Nel sociale, l’ ”Associazione G. Simeone” ha poi sviluppato battaglie territoriali  e culturali notevoli: organizzazione di tornei sportivi, laboratori culturali, cineforum. L’associazione ha inoltre svolto una incisiva azione per il recupero delle strutture edilizie, difesa dell’ambiente per l’emergenza rifiuti, recupero e tutela degli spazi giovanili destinati allo sport, tempo libero, svago. Raro esempio del coniugare l’azione culturale e diffusione libraria con quella che agisce nel e per il sociale.

continua con l'album delle foto

giovedì 19 luglio 2012

venerdì 13 luglio 2012

Marcella BOCCIA

Marcella Boccia
al DEZZ AMORE di Fiano Romano (ROMA)
giovedì 19 luglio ore 19.30

Sarà presente l'editore Montecovello
Interverranno: Mario Nicoletti, produttore discografico
Simona D'Eugenio, investigatrice

 "Perla Polidoro. I 33 gradi del Rito Scozzese" (Montecovello Editore)

La trama
Perla Polidoro è una scrittrice, appassionata di misteri, che vive tra l'Italia e l'India, dove va alla ricerca di quella che molti definiscono la tomba di Gesù, in Kashmir.
Nel subcontinente indiano sposa il suo insegnante di yoga, ma il matrimonio si interrompe dopo pochi giorni, al rientro della donna in Italia, dove la attendono le sue adorate ricerche.Rientrata nella sua casa in campagna, si accorge di aver subito un insolito furto.
Il ladro ha, tuttavia, lasciato in casa un indizio che la porta sulla strada della setta del Rito Scozzese Antico ed Accettato: il simbolo di un'aquila.
C'è un'altra ragione che sposta l'attenzione della ricercatrice dalla tomba di Gesù in Kashmir, alla setta del Rito Scozzese: riceve una e-mail attraverso la quale Alex D'Aragona, un musicista napoletano, le chiede di aiutarlo a svelare il mistero che lo avvolge da quando ha ricevuto in eredità degli incomprensibili ed antichi libri e delle tessere di un suo lontano parente, di cui ignora il simbolismo.
Tutte le vicende ruotano intorno al numero trentatre, ed al simbolo dell'aquila e del Great Seal, il Gran Sigillo, presente sulla banconota da un dollaro che Perla scopre all'interno della doppia copertina di uno dei due libri ereditati da Alex.
Insieme tenteranno, in una corsa contro il tempo, di svelare al mondo le informazioni tenute segrete dai Gran Sovrani della setta e per le quali Eugenio, nonno di Perla Polidoro, e Karl, suo fratello gemello, sono stati uccisi: la profezia del 2012 si rivelerà fondata, il progetto della setta è quello di tagliare tutti i collegamenti tra gli esseri umani attraverso un black out, allo scopo di far regredire il mondo ad uno stato primordiale, per poterlo dominare.
Perla Polidoro, scampata ad un rapimento, riuscirà a render pubblico il complotto internazionale della setta del Rito Scozzese e tornerà in Kashmir dove verrà accolta dalla persona che l'ha guidata nel corso dell'intera ricerca, una persona che lei credeva morta.


Libri pubblicati:
Impronte digitali sulla mia Anima (2004)
Welcome a Baia giuliva (2006)
 Diario dall'India (2007)
Liquido Amore (2007)
Poesia e Musica per la Pace (2007)
New Age (con P. Boccia) (2007)
Girandole ed aquiloni (2007)
Mos gjuaj - Non sparare (2008)
 Lettere dall'India (2008)
Tantra (2008)
Perla Polidoro (2009)
Azadi (2011)
Italiano per stranieri (2011)

15 Dicembre 2007 - Società E Cultura
Una giovane artista che dall’alto casertano si sta facendo strada anche all’estero
Phuntsog Nyidron nell’arte di Marcella Boccia

domenica 8 luglio 2012

Maria Gabriella LAVORGNA

Giovedì 12 luglio 2012
di Fiano Romano
ore 19.30
con Ciro Aurigemma  e Marco Tiberti 

durante la presentazione del libro di Gabriella Lavorgna, ascolteremo le musiche di  Francesco Giammusso 

Piano Works, Contemporary Champer Music

6 agosto 1945 - La strage di Hiroshima -rendiamo omaggio alla memoria delle vittime 
di questo  terribile olocausto con una preghiera che "la pace regni su questa terra! (5.8.2009)


Amore per il cibo, Amore per la vita
di Maria Gabriella Lavorgna

Con questo manuale l’Autrice intende fornire una guida con una serie di suggerimenti , testimonianze e consigli per un’alimentazione vegetariana, facilmente applicabile alla vita quotidiana, che faccia da ponte tra la cucina tradizionale e una in cui le proteine animali, quali carne e pesce, possono essere sostituite o integrate da quelle vegetali ,senza far soffrire il palato!...
Questo tipo di scelta nutrizionale  non è solo un regime alimentare salutistico , centrato sull’assunzione di alimenti in sintonia con la natura , ma rappresenta una precisa scelta di  vita, basata sul rispetto degli animali e sul principio della non violenza, nel rapporto Uomo-Animale -Ambiente


Maria Gabriella Lavorgna 

(Curriculum Vitae et Studiorum di Maria Gabriella Lavorgna)
E’ nata a Roma ed ivi residente;
H a seguito i corsi di laurea in Lingue e Letterature Straniere ed ha terminato con il corso di laurea in  Lettere moderne  e Filosofia  presso il Magistero di Roma.Dal 1966 al 2000 è stata in servizio, presso l’allora Ministero del Turismo e dello Spettacolo, attualmente Ministero dei Beni Culturali, dove ha svolto mansioni specifiche presso il Dipartimento spettacolo nei settori cinema- teatro, e presso la Segreteria Particolare del Ministro in carica, per svolgere mansioni di Affari Riservati, Ufficio Cerimoniale e Segreteria operativa, contribuendo all’organizzazione di vari convegni ed eventi di carattere culturale (Convegno a Venezia dei Ministri Cee per la cultura- Festival del Cinema di Venezia - Taormina Arte - Festival di Cannes, etc).Nell’86 ha espletato il ruolo di ufficio stampa, affidatole da un’organizzazione egiziana governativa per la rappresentazione dell’opera “Aida”al Cairo, coordinando una delegazione di giornalisti italiani ed addetti culturali Rai.La predisposizione naturale nonché l’esperienza acquisita hanno affinato le sue capacità organizzative, espletate nei vari settori (cultura-turismo / spettacolo-stampa).Nella vita privata ha sviluppato un fortissimo interesse per le discipline di carattere spirituale e filosofico, arricchendo la sua formazione, in tal senso, anche attraverso numerosi viaggi nel terzo mondo ed in Oriente nonché significative esperienze vissute in India, dove ha incontrato Madre Teresa e la figura illuminante del maestro spirituale indiano Sai Baba, che in un certo senso le ha cambiato in positivo la visione della vita.Ha indetto numerose tavole rotonde, seminari, convegni riguardanti tematiche di carattere spirituale,ed è stata inserita in prestigiose manifestazioni quali il Festival della Pace ad Assisi negli anni 98/99 ed il Festival dei Cinque Continenti ad Ischia nel 97/98.
Ha ideato il meeting "L’Oriente incontra L’Occidente: insieme per la Pace nel terzo millennio", da Lei promosso annualmente ad Assisi,con il patrocinio del Comune di Assisi, della Provincia di Perugia, della Regione Umbra, del Comune di Valfabbrica(sentiero francescano) e dell’Ass.ne Assisi for Peace tv;Nel 1999 ha fondato un Centro servizi di volontariato per la promozione di iniziative culturali, sociali e umanitarie, per il risveglio delle coscienze e lo sviluppo di una cultura di Pace, denominato il "Mandir della Pace" (www.shantimandir.org)
Il 13/14/15 luglio 2000 ha promosso ad Assisi il meeting: "L’Unità nella diversità :insieme per la Pace,” ove è stata inserita  la tavola rotonda “Israele Palestina: quale dialogo di pace?” alla presenza del Sindaco, dei  due rispettivi ambasciatori e di autorità di enti locali per la Pace.
In data 14 sett. 2003, a conclusione  della sesta edizione del  meeting”L’Oriente incontra l’Occidente nell’area del sentiero francescano” , ha donato al Comune di Assisi, con una cerimonia ufficiale presso l’Eremo delle Carceri, alla presenza di autorità civili e religiose, una statua di S. Francesco,da lei ideata e finanziata, dal titolo :Ut Unum sint: Francesco dell’Amore universale, dall’inedita iconografia raffigurante i 5 simboli delle religioni più note.
Nel 2004 ha promosso una conferenza sulla Pace, ispirata al  messaggio francescano, nella Basilica di S. Francesco a Cracovia in occasione delle celebrazioni del 25° del Papa Woityla.
Ha ideato il premio “Mandir della pace”, con il sostegno dello scultore e Comandante della   Polizia stradale  Franco Gabriele, che viene assegnato durante l’annuale  meeting di Assisi, quale riconoscimento a personalità del mondo dell’arte, della cultura e della comunicazione, in linea con le finalità istituzionali.
Collabora con numerose testate giornalistiche on line con articoli su tematiche di promozione sociale e di spiritualità
E’ sostenitrice, insieme al Movimento dell’Amore Universale, del Forum Internazionale del Vegetarismo che si svolge a Roma dal maggio 2003.
E’ promotrice di due meeting internazionali “East meets Ovest: Together for Peace” che si sono svolti a Rishikesh (India) dal l’ottobre 2005 , con il patrocinio dell’Università di Uttaranchal ed il governo del turismo indiano, creando un ponte tra Oriente ed Occidente nel collegare le due figure di Francesco d’Assisi e Gandhi.
Ha promosso ad Assisi nel 2006/07 due edizioni del meeting”Donne di Fede, donne di Pace sul sentiero francescano “in occasione della festa della donna dell’8 marzo;
Sempre ad Assisi è ideatrice e promotrice della Rassegna ecologico- ambientale”Cun tutte le creature”, che ha prodotto nel giugno 2007 e nell’ottobre del  2008;
Nel dicembre 2007 ha trasformato il movimento di volontariato “Il Mandir della Pace”in Fondazione no profit
Nell’agosto 2008 ha ideato ed organizzato a Castel del Monte, sostenuto dall’Assessorato Turismo/Cultura di Andria(Ba),  l’evento musicale , etno spirituale “I sentieri dell’anima da Oriente ad Occidente: un viaggio tra emozioni diverse , condotto da Pippo Franco e da Enzo Decaro “;
Ha ricevuto numerosi premi come donna di Pace, tra i quali il Premio Davide di Michelangelo, il Premio"Fontane di Roma.
Nominata nel 2001 " Ambasciatrice internazionale di Pace dal Centro per la Pace tra i popoli di Assisi e dal Comune di Valfabbrica (sentiero francescano) nel 2006 ;
Nel 2005 ha avuto il riconoscimento di “Accademico Tiberino"
Nominata nel 2007 dalla Confederazione Cavalieri Crociati  di Malta, con sede ad Assisi, “ International Lady of Peace “per meriti speciali;
Nominata nel 2008  “Ambasciatrice di Pace” dall’Universal Peace Federation
E’ membro dell’Association  WCRP , ”Religions For Peace”,  ed in tale veste ha partecipato a Conferenze mondiali interreligiose quali a Kyoto (agosto 2007), Rovereto(maggio 2008), Nanded(promossa dalla Comunità Sikh nel sett.2008), e Milano(ott.2008 promossa dal Prof. Gabriel Mandel della Comunità Sufi);
E’ membro della”Friends internacional  Association of Alessandria library  (Alessandria d’Egitto) per il settore Cultura di Pace
E’ autrice di una collana di poesie su temi sociali, in dialetto romanesco,”Ppiù ggiro er monno e ppiù m’encanti Roma” e di un libro “Amore per il cibo, Amore per la vita”, per un’alimentazione vegetariana;
Ha svolto nel tempo libero attività di volontariato presso strutture ospedaliere  di Roma e prosegue detta attività in servizi di carattere sociale ed umanitario.



Ciro Aurigemma 
Laureato in Psicologia all’Universita’ di Roma ‘La Sapienza’,iscritto all’ Ordine Psicologi del Lazio dal 1997, Ha fatto numerosi viaggi in Germania, da giovane, per approfondire l’autoconoscenza,dove ha partecipato a corsi e seminari.
Esercita la libera professione di psicologo dal’98 a Roma. Ha studiato poi al CEU-BHC (dal’97al 2003), che ha applicato gli studi sul cervello destro e sinistro del premio Nobel R. Sperry alla psicologia, psicoterapia e formazione,Scuola di Neuropsicofisiologia e  dell’Educazione ai Diritti umani, basata su queste conoscenze,ora socio della ISN,  International society of neuropsichophysiology a Roma,con cui collabora come socio attivo dal 2008.
Esperto di mobbing e disagio lavorativo, ansia, attacchi di panico, stress, depressione, psicosomatica,danno psichico, integrazione tra le terapie.
Collabora con lo studio legale del'avv. Marinelli, pres.ass. dei consumatori www.europeanconsumers.it  per perizie di parte in caso di danno psichico.
Ha partecipato come esperto a programmi radiofonici e televisivi sui temi della Psicologia e di attualità.
Collaboratore di siti internet, come esperto e di riviste del settore.
 www.psicolab.net
www.solaris.it
Conferenziere, insegnante in corsi privati ed ora nella prima scuola counselig olistico riconosciuta dalla regione lazio,da circa vent’anni si occupa dello studio della psicologia, del cervello, della visione olistica e della spiritualità.
Vegetariano per scelta dal 1985, è dal 2002 delegato per il Lazio e ora responsabile per l’Ecologia, dell’Avi, ass. vegetariana it., prima associazione italiana per la diffusione del vegetarianesimo, fondata nel ’52 da Aldo Capitini, filosofo che portò il pensiero di Gandhi in Italia.
http://www.draurigemma.it

Marco Tiberti    http://www.europeanconsumers.it

Francesco Giammusso Nasce il 27 gennaio 1970 a Roma dove vive e lavora. Il suo approccio alla musica avviene attraverso lo studio del corno di Luciano Giuliano. Ben presto i suoi interessi s’indirizzano verso la composizione che studia con Riccardo Giovannini. Dal 1970 al 2000 è compositore ospite del Farfa Giubileo Festival e in questa sede presenta  brani sinfonici e da camera che gli vengono commissionati. Collabora con l’orchestra Filarmonica di Sarajevo ed è eseguito nel Teatro Nazionale della capitale bosniaca sotto la direzione di Emir Nuhanovic.
Collabora con i Solisti Aquilani dai quali è eseguito, diretto da Carlo Rizzari.
Gli viene attribuito il Premio Internazionale Francavilla 2009 come Compositore Emergente.
Da alcune sue composizioni si evince un’attenzione particolare a quei temi sociali ed ecumenici oggi divenuti imprescindibili; su tutti: il rispetto e la valorizzazione reciproca tra le diverse religioni nonché la salvaguardia dei diritti umani, con particolare al tema della pena di morte. Sotto questo auspicio è stato composto il brano Elegia per la Pace, collage di frammenti di preghiere cristiane, buddiste, ebraiche, induiste e mussulmane, che come altre sue composizioni è stata arricchita da video-proiezioni, alcune delle quali di Massimo Mastrorillo, già vincitore nel 2006 del Photography Award.



giovedì 5 luglio 2012

Roberto GIULIANO



Robert Giuliano - Giovanna Canzano




Roberto Giuliano - Roberto Mercuri

Roberto Giuliano - Donato Robilotta - Giovanna Canzano - Roberto Mercuri


Vito Catalano - Roberto Giuliano

Roberto Giuliano - Donato Robilotta - Giovanna Canzano - Roberto Mercuri



Giovanna Canzano - Donato Robilotta