mercoledì 24 luglio 2013

FLUMERI & GIACOMETTI L'amore è un bacio di dama

Maria Gabriella Giacometti - Elisabetta Flumeri - Giovanna Canzano 

ELISABETTA FLUMERI & GABRIELLA GIACOMETTI  

L'amore è un bacio di dama

( Sperling&Kupfer)

 18 giugno 2013 - pp. 288 -- € 9,90


Maria Gabriella Giacometti - Elisabetta Flumeri 

Biscotto, crema di cioccolato, un pizzico di vaniglia: cosa c'è di più dolce di un bacio di dama? 
Se c'è una cosa che riesce a riportare il sole persino nelle giornate più buie, per Margherita, è cucinare. 
Anche adesso che ha preso la dolorosa decisione di lasciare suo marito, fare le valigie insieme al cane, ai due gatti, e tornare a Roccafitta, in Toscana.
Lì, tra i colli della Maremma con una striscia di mare all'orizzonte, sua madre Erica aveva una trattoria, un posto delizioso come i piatti che inventava, colorandoli di spezie e sapori. Per non parlare dei dolci...
Oggi Erica non c'è più, ma il ristorante è rimasto: con le finestre sbarrate e l'insegna CHIUSO che campeggia sulla porta d'ingresso.
E a Roccafitta c'è ancora, per Margherita, un pezzo di vita: suo padre, i vecchi amici, tanti ricordi d'infanzia.
È per questo che ha deciso di ripartire da lì. Eppure perfino in quell'angolo di paradiso qualcosa sta cambiando: qualcuno arrivato dalla città sta cercando di comprare le vigne dei contadini del posto, a quanto sembra per produrre un vino industriale e fare soldi a palate.
Si chiama Nicola Ravelli, ed è un imprenditore arrogante di cui tutto il paese non fa che sparlare - soprattutto le signore... Un fascinoso e insopportabile pirata. Che però ha bisogno di una brava cuoca per le cene nella bellissima villa presa in affitto.
La scelta cade proprio su Margherita che, mentre sogna di riaprire il ristorante della mamma, per il momento cerca lavoretti qua e là.
Così - sarà che lei sa preparare dessert divini come i baci di dama fatti in casa, di quelli che si sciolgono in bocca; sarà che lui forse non è poi così insopportabile, né così male intenzionato - nella immensa cucina della villa succederà qualcosa...
Qualcosa di molto dolce e molto piccante al tempo stesso. 

Giovanna Canzano - Elisabetta Flumeri - Maria Gabriella Giacometti - Claudia Guidi - Filippo Andreetto

 Maria Luce Pittalis - Elisabetta Flumeri - Maria Gabriella Giacometti - Claudia Guidi - Filippo Andreetto

LE AUTRICI
Elisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti sono da anni una collaudata coppia creativa. Esordiscono come autrici di romanzi rosa e fotoromanzi, per poi passare a scrivere per la radio, la pubblicità e le riviste per ragazzi. Pubblicano anche diverse guide per gli Oscar Mondadori e successivamente lavorano come sceneggiatrici televisive di lunga serialità, affrontando generi diversi, dalla commedia al sentimentale, dal legal al dramma in costume. Nello stesso tempo operano come editor e supervisori di fiction tv e tengono corsi di scrittura creativa per insegnanti e alunni delle scuole elementari e medie superiori.

Gabriella e Elisabetta
La “collaudata coppia creativa” fa ditta da più di vent’anni e si è cimentata nei più disparati ambiti della scrittura,
Passiamo alla storia di Margherita.  Gabriella ha sempre avuto la passione per la cucina e per sperimentare nuove ricette, mentre Elisabetta faceva da… cavia! Gabriella ha la vocazione all’ospitalità e il suo modo per accogliere e coccolare gli amici è di farlo anche attraverso il cibo…
Da qui l’idea per Margherita, la protagonista, cuoca per amore e per passione, che attraverso i suoi superlativi manicaretti insegnerà al suo algido e sexy datore di lavoro che è possibile amare.
Ed eccoci arrivate a Nicola, il maschio alfa per eccellenza che però nasconde una ferita profonda. Il modello per Nicola? È un “maschio” da sogno. 
E adesso Roccafitta.
Gabriella ed Elisabetta sono “toscane d’adozione”, quindi ambientare il romanzo in un allegro e  ridente paesino della Maremma, significava non solo un omaggio a una terra che amiano, ma anche a un luogo dove è possibile  di “ricaricare le pile”.
I sapori, i profumi, i colori del libro sono cari a Margherita come lo sono a alle autrici, e, come possiamo vedere, alla fine anche Nicola non riuscirà a resistere al loro fascino… dopo essersi arreso a quello della sua bella cuoca! 
Ma, malgrado l’incendiaria attrazione che si scatena fra di loro, Margherita e Nicola sono diversi come il giorno e la notte: lei salutista, ecologista, idealista, no ogm, lui cinico e spietato industriale  che crede solo nelle leggi del mercato.
La battaglia sarà dura…  anche se il finale lo si può immaginare.







mercoledì 2 gennaio 2013

GIOVANNI LUIGI MANCO

Gabriele d'Annunzio
e la Reggenza del Carnaro
di Giovanni L. Manco
Lunedi 28 gennaio, h. 15,30 - Roma
LABCOM, via Ridolfino Venuti, 34/a

Ugo Gaudenzi - Serena Bennato - Nicola Bizzi - Giovann iLuigi Manco - Giovanna Canzano
Giovanna Canzano - Giovanni Luigi Manco



Giovanni Luigi Manco, politologo e storico, autore del libro
Ugo Gaudenzi Asinelli, direttore del quotidiano Rinascita
l'attrice Serena Bennato leggerà alcuni brani dal libro 
sarà presente anche Nicola Bizzi, editore del libro.
        Ugo Gaudenzi - Serena Bennato - Giovanni Luigi Manco

“Fiume, punto di convergenza d’infinite speranze, faro lucente nel tenebrore in cui brancolano le genti in cerca di una via.” Alceste De Ambris
“Oggi qualunque sforzo di liberazione non può partire se non da Fiume. Per una vasta impresa sociale, questo   quanaro è simile a un mare futuro.” Gabriele D’Annunzio

Una grande impresa sociale può essere stroncata, condannata dalla reazione, ma le istanze, le idee, le passioni suscitate dalla stessa continuano fino al trionfo.
Incontro “fiumano” nel segno dell’emancipazione, liberazione dei popoli.

L'interpretazione della Reggenza di D'Annunzio a Fiume è stata fino ad oggi politica. Giovanni Luigi Manco offre una interpretazione innovativa di una vicenda storica scomoda e da molti oggi dimenticata; un'esperienza storica che ha invece segnato in maniera indelebile le successive vicende del '900 fino ai giorni nostri, assurgendo ad una sorta di cartina tornasole attraverso la quale possiamo comprendere l'origine e l'essenza del Fascismo, ma anche della guerra civile e della cosiddetta "resistenza". L'autore, attraverso una minuziosa analisi dei fatti, che dal quadro prettamente storico spazia anche su quello sociologico e filosofico, ci offre una visione inedita della figura di Gabriele D'Annunzio, un autentico rivoluzionario fuori dagli schemi, un uomo che, per sua stessa ammissione, non è mai stato "di destra" nel senso che diamo oggi a questa etichetta politica.
http://www.deastore.com/libro/gabriele-d-annunzio-e-la-reggenza-giovanni-l-manco-n-bizzi-aurora-boreale/9788890715204.html#top
- Giovanni Luigi Manco - Serena Bennato
Giovanna Canzano - Giovanni Luigi Manco - Augusto Sinagra
Giovanna Canzano - Giovanni Luigi Manco - Roberto Rosetti
Nicola Bizzi - Giorgio Vitali - Giovanna Canzano
Giovanni Luigi Manco
 Ugo Gaudenzi - Serena Bennato - Giovanni Luigi Manco
Giovanna Canzano - Giovanni Luigi Manco
 Ugo Gaudenzi - Serena Bennato - Nicola Bizzi - Giovanni Luigi Manco

Giovanni Luigi Manco - Antonio Caracciolo
Giovanna Canzano - Serena Bennato - Giovanni Luigi Manco
 Ugo Gaudenzi - Giovanna Canzano
 Giovanna Canzano
Nicola Bizzi - Giovanni Luigi Manco
Giovanna Canzano - Giovanni Luigi Manco
Ugo Gaudenzi - Serena Bennato - Nicola Bizzi - Giovanni Luigi Manco
Giovanni Luigi Manco - Giovanna Canzano
 Ugo Gaudenzi - Nicola Bizzi - Giovanni Luigi Manco - Giovanna Canzano
Giovanni Luigi Manco - Giovanna Canzano - Patrizia Baldassarre

 Ugo Gaudenzi - Serena Bennato - Nicola Bizzi - Giovanni Luigi Manco - Giovanna Canzano
 Serena Bennato - Nicola Bizzi - Giovanni Luigi Manco
Nicola Bizzi - Giovanni Luigi Manco - Giovanna Canzano - Augusto Sinagra
Ugo Gaudenzi 
 Ugo Gaudenzi - Serena Bennato - Nicola Bizzi - Giovanni Luigi Manco 
Giovanni Luigi Manco - Giovanna Canzano - Augusto Sinagra
Nicola Bizzi - Giovanna Canzano - Ugo Gaudenzi 

Andrea Sinnini - Nicola Bizzi 
Giovanni Luigi Manco - Nicola Bizzi - Ugo Gaudenzi
Giovanni Luigi Manco - Ugo Gaudenzi - Giovanna Canzano - Giuseppe Turrisi

venerdì 19 ottobre 2012

VINCENZO DI MICHELE


Vincenzo Di Michele 
"Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso"

un revisionismo storico
sulla prigionia del duce nel settembre 1943
con nuovi elementi e documenti

con l'autore interrverranno
Giorgio Vitali
Giorgio Prinzi
Guglielmo Quagliarotti
Gian Paolo Pucciarelli
Giuseppe Turrisi
Giovanni Luigi Manco 
(in collegamento via skype da Trieste)

Fiano Romano (Roma)
giovedì 8 novembre 2012
ore 18.15

diretta streaming
    (per chi vuole partecipare all'evento tel. 338.3275925)


Vincenzo Di Michele - Giovanna Canzano


 

Liberazione o cattura di Mussolini?

di Giovanni Luigi Manco
Mussolini finto Prigioniero al Gran Sasso, pubblicato dalle edizioni Curiosando, è un bel libro, scritto da Vincenzo Di Michele e presentato a Roma, la scorsa settimana, dalla dressa Giovanna Canzano. Grazie a dichiarazioni inedite di diversi testimoni oculari, a Campo Imperatore nel settembre del 1943, Di Michele fa luce su aspetti poco chiari della vicenda, come per esempio la presenza di tre soggetti, invitati dal tenente Alberto Faiola, Comandante del nucleo Carabinieri, addetto alla sorveglianza di Mussolini.
Uno di questi, Alfonso Nisi, armentiere di Bracciano, fu successivamente denunciato dal tenente Faiola, per le sue dichiarazioni sulla completa possibilità del Duce di fare “da prigioniero” quanto gli pareva e piaceva: vedere gente, ricevere e inoltrare lettere clandestine. La sorveglianza era del tutto inefficace.
Un posto del tutto insicuro eppure mantenuto benché, a soli 30 minuti di marcia, il rifugio Duca Degli Abruzzi, utilizzato dall’Aereonautica Militare.
Gli addetti alla sorveglianza erano circa 80 tra Poliziotti e Carabinieri. Comandavano le operazioni, l’Ispettore di Polizia Giuseppe Gueli ed il Tenente dei Carabinieri Alberto Faiola. Il maresciallo dei Carabinieri Osvaldo Antichi, nativo di Modena, presiedeva all’incarico della stretta sorveglianza: nessuno oppose resistenza all’esercito tedesco atterrato a Campo Imperatore con gli alianti.
Eppure, il tenente Alberto Faiola, Comandante dei Carabinieri al Gran Sasso, fu encomiato per la sua piena aderenza alle disposizioni impartite. Non si deve però sottacere la questione inerente la turbolenza di quei giorni. Infatti, il periodo tra la seduta del Gran Consiglio e la liberazione di Mussolini a Campo Imperatore, è stato alquanto movimentato; la sfiducia al duce, il suo arresto, il trasferimento all’ isola di Ponza e poi all’ Isola della Maddalena e al Gran Sasso, la proclamazione dell’ armistizio ed infine il colpo di mano dei tedeschi che costringe Mussolini a creare la Repubblica Sociale Italiana. Sulla posizione del Governo Badoglio e del Re riguardo le loro ambiguità è un dato storico pressoché consolidato.
Se in quel, liberate il Duce, fortemente ribadito dal Fuhrer, la propaganda tedesca aveva innalzato l’operazione Eiche, quale estremo tentativo nel cercare di risollevare le sorti di un conflitto bellico peraltro già segnato, nei fatti, occorre necessariamente ribadire a gran voce la totale assenza di reazione dell’esercito italiano. All’incursione partecipa, suo malgrado, un Generale del Corpo di polizia, Fernando Soleti, cond coattivamente a Campo Imperatore. Un espediente per condizionare il comportamento degli agenti di guardia o forse, più p0robabilmente, per gettare fumo negli occhi.
Le considerazioni sono inevitabili: Mussolini è sul Gran Sasso in prigionia o per essere consegnato ai tedeschi in cambio della sicurezza ai Savoia nel loro trasferimento a Pescara e, via mare, a Brindisi?
Per Mussolini non sarebbe stato né il primo né l’ultimo inganno. Tutta l’alleanza italo-tedesca ne è costellata.
Alleanza stipulata solo in seguito ad una studiata minaccia: prima le sanzioni commerciali internazionali, deliberate dalla Società delle Nazioni in seguito alla campagna etiopica e adottate perfino dagli Stati Uniti, che dell’organismo internazionale non fanno parte, quindi la dichiarazione di Hitler sulla disponibilità della Germania a rientrare nella Società delle Nazioni, eventualità, questa, che avrebbe significato per l’Italia il più assoluto isolamento internazionale, la sua completa rovina economica, per cui perfino Ciano, da sempre antitedesco, consiglia Mussolini all’alleanza.
Hitler piega l’Italia con una minaccia e tradisce l’Italia dall’inizio alla fine del sodalizio.
La seconda guerra mondiale inizia a nostra insaputa e continua, in tutte le operazioni belliche, a nostra insaputa. Nessun peso all’assoluta contrarietà di Mussolini all’allargamento del conflitto, alla guerra contro Unione Sovietica. Probabilmente proprio per questo in Germania prima si decideva, si agiva e solo in seguito si informava il governo italiano.
Quando il Gran Consiglio delibera la destituzione di Mussolini lo fa nel suo pieno diritto, quale supremo organo del partito fascista. Vittorio Emanuele III più che imprigionare, confina, si potrebbe dire, Mussolini, prima a Gaeta, poi a Ponza, alla Maddalena, a Bracciano, infine al Gran Sasso; egli stesso, del resto, si “confina” a Brindisi.
Né per il Re né per il capo del Governo erano possibili altre alternative.
Per i tedeschi è un gioco da ragazzi, il 12 settembre 1943, quattro giorni dopo il passaggio ufficiale dell’Italia dalle forze dell’Asse a quelle Alleate, atterrare sul Gran Sasso e “catturare” Mussolini.
Catturare, non liberare Mussolini. De Felice, nella sua documentata ed insuperata biografia del fascismo, documenta e illustra questo aspetto molto chiaramente.
Hitler ha bisogno di Mussolini per legittimare e proteggere le truppe tedesche nel nord Italia, per legittimare l’occupazione, o per essere più precisi, la rapina dell’Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia.
La Repubblica Sociale… Un’effimera repubblica che mai Mussolini avrebbe riconosciuto, mai avrebbe accettato di presiedere, MAI, se non per proteggerci da un inevitabile sentimento di vendetta.
Mussolini, assecondando la volontà tedesca, sceglie consapevolmente la strada del martirio e la continua fino all’orrore di piazzale Loreto.

Articolo letto: 214 volte (13 Novembre 2012)

Vincenzo Di Michele

Guglielmo Quagliarotti - Vincenzo Di Michele

Giorgio Prinzi - Giorgio Vitali - Guglielmo Quagliarotti

Giorgio Prinzi

Giorgio Vitali

Nel 68° anniversario della liberazione di Mussolini al Gran Sasso, Vincenzo Di Michele, presenta la sua ultima novità editoriale con il libro:

 ” Mussolini finto Prigioniero al Gran Sasso”

Nel 68° anniversario della liberazione di Mussolini al Gran Sasso, Vincenzo Di Michele presenta la sua ultima novità editoriale con il libro Mussolini finto Prigioniero al Gran Sasso, editore Curiosando, ISBN – 978- 88-904990-4-3, fotografie e documenti dell’epoca, bibliografia storica e Indice entrambi presenti nella parte sottostante, 224 pagine, formato 17 x 24, Euro 12,00.
Nell’ambito di tale rivisitazione storica, l’autore, rivela verità sconosciute. Grazie alle testimonianze inedite dei pastori abruzzesi e di chi era presente nel settembre 1943 a Campo Imperatore, sono stati accertati e riscontrati avvenimenti storici sinora sconosciuti. Addirittura, è stata menzionata la presenza di tre personaggi nell’albergo di Campo Imperatore invitati proprio dal tenente Alberto Faiola, Comandante del nucleo Carabinieri addetto alla sorveglianza di Mussolini al Gran Sasso. Uno di questi personaggi, Alfonso Nisi, rilasciò persino un’intervista dove dichiarò la sua presenza in quei giorni proprio nell’albergo di Campo Imperatore. Tale notizia – restando peraltro inosservata – fu così riportata ai primi degli anni 60, dalla rivista Storia Illustrata: Che tutto il servizio di sicurezza e di sorveglianza intorno a Mussolini funzionasse bene e severamente – lassù a 2130 metri d’altezza- non si può certo dire. Quelle giornate tra il 28 Agosto e il 12 Settembre hanno avuto anche alcuni strascichi giudiziari per cause intentate dal Tenente Faiola contro Alfonso Nisi, un grosso armentiere di Bracciano ed ex amico dell’Ufficiale, il quale ebbe a dichiarare che Mussolini a Campo Imperatore: poteva fare quel che gli pareva e piaceva, vedere gente, ricevere e inoltrare lettere clandestine, e che, insomma, la sorveglianza non era né stretta né efficace. Sta di Fatto che il Nisi, tanto per dirne una, si trovò presente al momento della liberazione di Mussolini, e che la sua presenza lassù era certamente indebita .
Ed inoltre, non si può non menzionare della concreta possibilità di intraprendere la via di fuga verso il versante teramano portando così il Duce in luoghi più sicuri. Ad esempio, a soli 30 minuti di marcia, c’era il rifugio Duca Degli Abruzzi tra l’altro proprio in uso all’Aereonautica Militare o anche il Rifugio Garibaldi.
Gli addetti alla sorveglianza erano circa 80 tra Poliziotti e Carabinieri.
Comandavano le operazioni, l’Ispettore di Polizia Giuseppe Gueli ed il Tenente dei Carabinieri Alberto Faiola.
L’appartamento destinato a Mussolini era il numero 201, al secondo piano, composto da: camera, salottino e bagno con finestre che aprivano sul davanti dell’albergo e un ambiente separato e contiguo, destinato ai custodi personali. Il maresciallo dei Carabinieri Osvaldo Antichi, nativo di Modena, presiedeva all’incarico della stretta sorveglianza. In realtà, il 12 settembre 1943, giorno in cui ci fu la liberazione di Mussolini al Gran Sasso gli agenti di custodia non opposero alcuna resistenza all’esercito tedesco atterrato a Campo Imperatore con gli alianti per liberare il Duce.
Eppure, il tenente Alberto Faiola, Comandante dei Carabinieri al Gran Sasso, fu encomiato per la sua piena aderenza alle disposizioni impartite. Non si deve però sottacere la questione inerente la turbolenza di quei giorni. Infatti, il periodo tra la seduta del Gran Consiglio e la liberazione di Mussolini a Campo Imperatore, è stato alquanto movimentato; la sfiducia al duce, il suo arresto, il trasferimento all’ isola di Ponza e poi all’ Isola della Maddalena e al Gran Sasso, la proclamazione dell’ armistizio ed infine l’abile colpo di mano dei tedeschi che liberano il duce e lo portano in Germania, dove Hitler lo costringe a creare la Repubblica Sociale Italiana.
Sulla posizione del Governo Badoglio e del Re riguardo le loro ambiguità è un dato storico pressoché consolidato.
Da parte tedesca i personaggi chiave per lo svolgimento delle vicende in questione, furono: il Generale della Luftwaffe Kurt Student (fondatore del corpo dei paracadutisti tedeschi), il Maggiore Mors, il Capitano Skorzeny e l’attendente di questi, il tenente Karl Radl.
Se in quel, liberate il Duce, fortemente ribadito dal Fuhrer, la propaganda tedesca aveva innalzato l’operazione Eiche, quale estremo tentativo nel cercare di risollevare le sorti di un conflitto bellico peraltro già segnato, nei fatti, occorre necessariamente ribadire a gran voce la totale assenza di reazione dell’esercito italiano.
Si deve anche menzionare della presenza all’incursione di un Generale italiano appartenente al Corpo della polizia. Si chiamava Fernando Soleti; era stato prelevato a Roma di forza dai Tedeschi e portato con gli alianti a Campo Imperatore.
Indubbiamente, tale espediente, contribuì a superare quegli attimi di incertezza che dominarono e caratterizzarono il comportamento degli agenti di guardia. Sul punto però, viene dato spazio ad una analisi di Alvise Valsecchi, il quale attentamente e in maniera documentata, ha analizzato l’effettivo dimensionamento storico dell’intervento delle forze germaniche nel periodo in cui, Mussolini era prigioniero al Gran Sasso. Di tutto questo, Vincenzo Di Michele peraltro già autore del Libro Io prigioniero in Russia, dove ha narrato la storia di un alpino nella II guerra mondiale sul fronte Russo – con oltre 50.000 copie vendute e conseguendo numerosi premi per la preziosa testimonianza storica – ha tracciato in maniera chiara, l’ effettivo svolgimento dei fatti in quei giorni non esimendosi dall’analisi di confronto con gli altri saggi storici .
Viene qui di seguito riportato l’indice e la Bibliografia del libro in oggetto Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso

INDICE
Prefazione
Mussolini al Gran Sasso: Nuovi elementi a sostegno della chiarezza storica
Gli spostamenti del Duce dopo il 25 Luglio 1943
Alcune considerazioni storiche su quel settembre 1943
La parabola discendente dell’impresa epica di Skorzeny
Il sospetto di un accordo per la consegna di Mussolini ai Tedeschi
La prigionia dell’ex Capo di Governo tra negligenze e informatori
I sostenitori di Mussolini
L’ assenza di reazione degli Agenti del Corpo di guardia
Campo Imperatore: Una fortezza inespugnabile
Il Tenente dei Carabinieri “Alberto Faiola”
La presenza dei miei parenti quando Mussolini era prigioniero sul Gran Sasso
Il Periodo Mussoliniano e le amicizie della famiglia Nisi
L’invito a Campo Imperatore del Tenente Faiola
L’interpretazione dei resoconti storici sulla presenza di Alfonso Nisi
Domenica, 12 settembre 1943: Il giorno della rimpatriata tra amici
Alfonso Nisi all’albergo di Campo Imperatore
La partita a carte con il Duce
Il tentato suicidio e la profezia dell’intervento dei Tedeschi
La liberazione e il ritorno a Fano Adriano
La voce del popolo sulla presenza di Mussolini al Gran Sasso
12 settembre 1943: Il racconto di un pastorello abruzzese
Gli alianti e i residui bellici
Dal fronte russo alle pendici del Gran Sasso: il ritorno a casa di un giovane abruzzese
Campo Imperatore : Una riflessione storica sull’intervento delle truppe germaniche
Cronologia dei fatti dal 25 Luglio al 12 settembre 1943

Intervista di Vincenzo Di Michele a Nelio Pannuti: l’agente di P.S. addetto alla vigilanza del Duce nel settembre del 1943, ha precisato fondamentali elementi sulla liberazione di Mussolini al Gran Sasso